Carbon Footprint

La carbon footprint rappresenta un indicatore ambientale che misura l’impatto delle attività umane sul clima globale; esprime quantitativamente gli effetti prodotti sul clima da parte dei cosiddetti gas serra generati da una persona, da un’organizzazione, da un evento o da un prodotto, sia esso un bene o un servizio.

Nel calcolo dalla carbon footprint si tiene conto di tutti i gas clima-alteranti del Protocollo do Kyoto: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), ossido nitroso (N2O), il gruppo degli idrofluorocarburi (HFCs), dei perfluorocarburi (PFCs) e l’esafluoruro di zolfo (SF6).

L’unità di misura della carbon footprint è la tonnellata di anidride carbonica equivalente (tCO2e). L’anidride carbonica equivalente (CO2e) permette un confronto dei differenti tipi di gas ad effetto sera in rapporto ad una unità di CO2. La CO2e viene calcolata moltiplicando le emissioni di ciascun dei gas ad effetto serra per il suo potenziale di riscaldamento (GWP).

Il GWP rappresenta il rapporto fra il riscaldamento causato da un gas ad effetto serra in uno specifico intervallo di tempo (normalmente 100 anni) e il riscaldamento causato nello stesso periodo dal CO2 nella stessa quantità. Quindi questo indice è basato su una scala relativa che confronta il gas considerato con un’uguale massa di CO2, il cui GWP è per definizione pari a 1. I potenziali di emissione differenti di gas ad effetto serra possono essere sommati fra loro in un singolo indicatore che esprime il contributo complessivo clima-alterante di queste emissioni.

La carbon footprint dei prodotti comprende l’assorbimento e l’emissione di gas clima-alteranti nell’arco dell’intera vita di un prodotto o servizio, dall’estrazione delle materie prime e la loro lavorazione, al loro uso e al loro finale utilizzo, riciclaggio o smaltimento. In ciascuna delle suddette fasi, le emissioni di gas ad effetto serra possono derivare da sorgenti come: l’utilizzo di energia e di combustibili per trasporto, i rifiuti e le perdite di refrigeranti da sistemi di refrigerazione, mentre gli assorbimenti possono derivare dalla fissazione della CO2 atmosferica da parte delle piante o del suolo.

Da quanto sopra si comprende come la carbon footprint rappresenti un sottoinsieme dei dati derivanti da uno studio diLife Cycle Assessment (LCA). L’LCA è un metodo standardizzato a livello internazionale (norme ISO 14040:2006Environmental Management – Life Cycle Assessment – Principles and Framework e ISO 14044:2006 Environmental Management – Life Cycle Assessment – Requirements and Guidelines) per la valutazione dei carichi ambientali e delle risorse consumate nelle fasi; estrazione delle materie prime, produzione di beni, loro utilizzo da parte degli utilizzatori finali, o fornitura di un servizio, riciclaggio, recupero di energia e smaltimento finale. La carbon footprint viene pertanto calcolata mediante uno studio LCA conforme alle norme citate, evidenziando soltanto le emissioni che hanno effetto sul fenomeno del cambiamento climatico. É pertanto improprio affermare che la carbon footprint fornisce un risultato dell’intero impatto ambientale del prodotto in esame, in quanto altri impatti, normalmente ricompresi in una LCA come l’acidificazione, le eutrofizzazione, la formazione di ossidanti fotochimici o gli effetti tossici per l’uomo o gli ecosistemi, non sono quantificati.

I principali vantaggi della carbon footprint rispetto ad una LCA completa sono la facilità di comunicazione e di comprensione da parte del pubblico, e la possibilità di essere direttamente collegata ad una delle priorità ambientali universalmente riconosciute e affrontate dalle politiche ambientali. Una bassa carbon footprint significa che il prodotto in esame dà un basso contributo ai cambiamenti climatici.

La carbon footprint, per le ragioni suddette, costituisce un importante indicatore ambientale che si sta affermando come uno strumento di marketing usato dalle industrie manifatturiere non solo per dimostrare l’impegno a ridurre l’impatto ambientale, ma anche per evidenziare la sostenibilità dei loro prodotti. L’importanza dell’impronta del carbonio è talmente considerata che in alcuni paesi si procede a certificarne l’entità.

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